Confindustria certifica: in tre anni il costo dell’energia è aumentato di oltre il 450%

Che lo shock energetico sia un problema per tutte le filiere e per tutte le attività produttive in Italia è cosa nota.

E molteplici sono le ragioni, che vanno dall’instabilità politica di alcune aree all’onda lunga della pandemia, fino ai problemi di logistica e di approvvigionamento e a d una transizione ecologia più emotiva che pianificata.

Ma che la “bolla” energetica sia costata oltre 20 miliardi alle aziende nel 2021 forse non è così chiaro nemmeno alle stesse aziende italiane, che sono passate dal pagare l’energia 8 miliardi del 2019 ai 20 miliardi del 2021, triplicando quasi gli aggravi.

Il risultato, non potendo sempre agire sul prezzo al Cliente finale, è stato inevitabilmente una diminuzione dei margini.

Le previsioni per il 2022 sono ancora più nere: Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria con deleghe alle Filiere ed alle Medie Imprese, dalle colonne de “Il Sole 24 ore” avverte che i costi per l’energia, complice anche una spinta alla transizione ecologica spesso confusionaria e non sempre gestita con oculatezza, potrebbero arrivare a 37 miliardi, con un incremento in 3 anni del 462,4%.

Numeri che fanno tremare i polsi degli imprenditori che ogni giorno sono impegnati sul campo a far tornare i conti delle loro aziende.

Marchesini chiede quindi uno sforzo al governo, anche sull’esempio di paesi come la Francia e la Germania, in cui evidentemente le attenzioni al problema sono ben deste e le soluzioni chiare, veloci e di forte impatto.

In Francia il governo Macron ha realizzato uno stoccaggio virtuale dell’energia, portando il prezzo per le imprese a 42 € al megawattora.

La Germania, per quanto con un governo ancora di fatto lontano dalla piena attività, ha attuato una scontistica all’85% sul costo dell’energia, la quota maggiore concessa dall’Unione Europea.

Il rischio nemmeno tanto paventato e piuttosto evidente è che mentre le altre economie forti europee si sono già mosse, l’Italia sia ancora al palo, e magari riuscirà a produrre soluzioni in ritardo, cioè quando ormai gli aumenti sconsiderati abbiamo già ucciso decine di piccole e medie imprese.

Servono quindi, è anche il parere di Marchesini, interventi immediati per affrontare l’urgenza, dando respiro alle imprese, ed una pianificazione di soluzioni strutturali, che, sebbene abbiano bisogno di anni per portare benefici, sicuramente potrebbero contribuire a rinforzare la posizione italiana, molto più esposta alle fluttuazioni internazionali di quanto lo siano Francia e Germania.

L’accenno, esplicito è al nucleare di quarta generazione, per la quale l’Italia ha una fortissima expertise che lavora esclusivamente all’estero, e che con la tecnologia moderna attualmente a disposizione, è di fatto impossibile da escludere a priori se non per ciechi motivi ideologici.

Al di la delle mosse – molto lente – della politica, come imprenditore, tu cosa stai facendo?

Sai che esistono delle Aziende, certificare da organismi internazionali, che si chiamano E.S.Co. (Energy Service Company) che hanno come mission proprio l’Efficientamento Energetico delle aziende e delle imprese, e che possono compartecipare, anche tramite investimenti diretti all’ottimizzazione energetica del ciclo produttivo? Una di queste è Cogenlab, azienda umbra, da anni attiva in tutto il territorio nazionale. Chiedi informazioni a info@cogenlab.com o chiama il 075 982173

Maurizio Marchesini, vice presidente Confindustria

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