Bando Efficienza Energetica 2026: cos’è e come funziona

Accanto al bando sul fotovoltaico, la Regione Umbria ne ha pubblicato un secondo da otto milioni di euro, dedicato a un obiettivo diverso: non produrre energia, ma consumarne di meno. Si chiama Avviso Efficienza Energetica 2026 ed è gestito da Gepafin, la finanziaria della Regione.

Vediamo in sintesi come funziona la misura.

Il meccanismo, in quattro tempi

La formula è la stessa dell’altro bando e non assomiglia né a un contributo né a un mutuo tradizionale.

Prima viene erogato il finanziamento. Gepafin concede un finanziamento all’1% di interesse, in un’unica soluzione, prima dell’inizio dei lavori. Copre fino all’80% dell’investimento.

Poi c’è un anno di preammortamento. Per dodici mesi si pagano solo gli interessi. È il periodo previsto per realizzare l’intervento — che va concluso entro nove mesi dall’erogazione — e presentare la documentazione di spesa.

Poi viene applicata la remissione di una parte del debito. Verificato che l’intervento è stato realizzato secondo quanto previsto, una quota della somma finanziata non deve essere restituita.

Il resto viene restituito in sei anni, con rate semestrali all’1%.

C’è una differenza sostanziale rispetto al fotovoltaico, ed è nella natura dell’investimento: un intervento di efficienza continua a generare risparmi anche dopo che il finanziamento è stato estinto. Un compressore più efficiente o un recupero di calore su un forno riducono la bolletta ogni anno, per tutta la vita utile dell’impianto.

Cosa si può fare

Il criterio è uno solo: l’intervento deve ridurre in modo dimostrabile i consumi. Dentro questo perimetro rientrano interventi molto diversi fra loro.

Sui consumi elettrici: illuminazione a LED, inverter su motori, pompe e compressori, sostituzione di motori obsoleti, pompe di calore al posto di gruppi frigoriferi e climatizzatori superati.

Sui consumi termici: sostituzione di caldaie e bruciatori (purché non a combustibili fossili), interventi sul circuito del vapore e, soprattutto, recuperi di calore — riutilizzando il calore che oggi esce dal camino o viene disperso da forni e compressori. È un intervento meno visibile di altri, ma spesso particolarmente efficace.

Sul ciclo produttivo: sostituzione di macchinari obsoleti, a patto che i nuovi consumino almeno il 5% in meno.

Sugli edifici: coibentazione di coperture e pareti, cappotto termico, sostituzione di infissi e vetrate.

Restano fuori la cogenerazione, tutto ciò che funziona a combustibili fossili e gli impianti fotovoltaici — questi ultimi semplicemente perché hanno un bando dedicato.

Un punto tecnico che vale la pena capire

C’è una scelta, in fase di domanda, che può incidere in maniera significativa sul risultato: quella fra due regimi di aiuto europei, chiamati esenzione e de minimis.

Può sembrare una formalità burocratica, ma non lo è. Cambia il modo in cui si calcola la spesa che il bando riconosce. In regime di esenzione, quando si sostituisce un macchinario, la spesa ammessa può essere ridotta della metà — perché l’Europa considera finanziabile solo il “sovrapprezzo” pagato per avere una macchina più efficiente. In regime de minimis viene invece riconosciuto l’intero costo, più un 3% forfettario di costi indiretti.

Su un investimento da 200.000 euro la differenza fra i due percorsi può valere decine di migliaia di euro. Il de minimis ha però un tetto: 300.000 euro di aiuti pubblici nell’arco di tre anni, che l’impresa potrebbe aver già utilizzato in parte.

La scelta vale per l’intero progetto e non si corregge in seguito.

Quanto si ottiene

FinanziamentoDebito cancellato
Micro e piccole imprese80%fino al 50%
Medie imprese60%fino al 50%
Grandi imprese50%fino al 50%

L’investimento deve stare fra 25.000 e 250.000 euro, che salgono a 500.000 per le grandi imprese.

Chi può partecipare

Imprese di qualsiasi dimensione con un’unità produttiva in Umbria, di quasi tutti i settori. Restano fuori agricoltura, attività finanziarie e immobiliari, produzione di energia e pubblica amministrazione.

A differenza del bando sul fotovoltaico, questo non è aperto ai liberi professionisti.

Come si fa domanda, e perché il calendario conta

Le domande si presentano online dalle ore 12:00 del 4 settembre 2026 fino al 31 dicembre.

Non c’è una classifica finale: le domande vengono esaminate nell’ordine di arrivo e le risorse si esauriscono progressivamente. Serve superare una soglia tecnica minima, poi conta l’ordine di presentazione.

Vale anche qui una regola importante: sono ammesse solo le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. Un ordine firmato o un acconto versato prima rendono l’intero investimento non finanziabile. Chi ha già programmato una sostituzione per l’autunno dovrà quindi prestare particolare attenzione alle tempistiche.

Un esempio, per rendere l’idea concreta

Una piccola impresa sostituisce il gruppo frigorifero, installa inverter sui compressori, aggiunge un recupero di calore e rifà l’illuminazione: 200.000 euro di investimento, in regime de minimis.

Riceve un finanziamento di circa 165.000 euro, con una quota inizialmente a carico dell’impresa di circa 35.000 euro. Dei 165.000 euro finanziati, circa la metà sarà oggetto di remissione: circa 82.000 euro non dovranno quindi essere restituiti. Il costo netto dell’intervento si ferma intorno ai 117.000 euro, a fronte di un risparmio energetico che su interventi di questo tipo si colloca fra il 15% e il 30% dei consumi interessati — ogni anno, per anni.

I due bandi si parlano

Chi presenta domanda anche sull’Avviso Fonti Rinnovabili 2026 ottiene un punteggio più alto su questo bando. Non è un dettaglio: il punteggio determina l’ammissibilità, e la presenza di una domanda sull’altro avviso vale dieci punti più un moltiplicatore sull’indice tecnico principale.

C’è anche una logica industriale, al di là dell’incentivo: conviene prima ridurre i consumi e poi dimensionare il fotovoltaico. Un impianto progettato su consumi già efficientati è più piccolo, costa meno e copre una quota maggiore del fabbisogno.

Sintesi divulgativa dell’Avviso Efficienza Energetica 2026, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 35 del 21 luglio 2026 (PR FESR 2021-2027, Azione 2.1.1). Per il testo integrale e le condizioni complete si rimanda all’Avviso pubblicato da Gepafin S.p.A.

Scarica le nostre risorse gratuite (BUR e PDF)

Calcola l’agevolazione per il tuo investimento

Abbiamo predisposto un semplice simulatore Excel per effettuare una prima valutazione dell’agevolazione prevista dal Bando Fonti Rinnovabili 2026.

Inserendo i principali dati dell’investimento puoi verificare quota finanziabile, premialità CER, remissione del debito e importo residuo da restituire.

Scarica il Bollettino Ufficiale della Regione Umbra

Contattaci su WhatsApp

phone
Chiamaci
email
Scrivici
chat
WhatsApp